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Variegata e saporita. Questa è la dispensa che forniscono le nostre lonjas (mercati del pesce), che qui chiamiamo "rulas". Ogni stagione è un mondo a parte e ogni mese cambiano le specie che possiamo trovare nelle pescherie e nei ristoranti.

I pesci più abbondanti sulle nostre coste sono lo sgombro, la sardina e il nasello. Fanno emozionare la triglia di scoglio, dal colore intenso, che si alimenta di piccoli molluschi e alghe, e il rombo chiodato, al quale la gelatina e la pelle conferiscono un sapore unico. Non è da meno il San Pietro, fanno impressione gli enormi branzini, seduce il viceré (una specie di pesce castagno rosso, che si trova solo nel Cantabrico), e sulla tavola li accompagnanorane pescatrici, cabracho (scorfano rosso), gronghi, saraghi, orate e alici (alici fresche).

Pesci

Visita la rula (mercati del pesce)

È un'esperienza fantastica. Ci servirà per capire la difficile professione del pescatore, osservare come si tratta bene il pesce sui migliori pescherecci e imparare a differenziare specie e categorie. Davanti a noi passeranno alla velocità della luce centinaia di lotti di pesce e di frutti di mare, alcuni di dimensioni incredibili. Ad esempio, la rula di Puerto de Vega consente visite tutto l'anno su prenotazione e quella di Avilés solo durante l'estate.

Rula di Puerto de Vega
Fra i prodotti di stagione, risaltano l'anguilla cieca in autunno, le sardine, i calamari da potera (specie di arpione per la pesca dei calamari) e il tonno bianco in estate, preparati in mille modi diversi. La ventresca chiede solo rispetto e una piastra, ma altre parti di solito le prepariamo arrotolate con cipolla, pomodoro e uova, a pezzetti, stufate e, oggigiorno, persino come sashimi o tataki. Chi ce l'avrebbe detto!

Abbiamo anche altri pesci, meno conosciuti, ma molto saporiti, da provare senz'altro se te li offrono, come il dentice, la passera, la aguglia, il pagello o la botona (tordo marvizzo). E tra i frutti di mari, hai una gran varietà e molto buona fra cui scegliere.
Tonno bianco
Frutti di mare
La varietà di "animaletti" che popolano il Cantabrico ci consente di avere sempre dei prodotti freschi, in qualsiasi epoca dell'anno. Attenzione, perché nelle Asturie diamo un cognome a quasi tutto. Di conseguenza, le granceole delle nostre coste le chiamiamo "del paese", se sono piccole "pelatine", e se un percebe (lepade cornucopia) ha molta acqua, che non è un buon segno, "aguarón" (annacquato). La granceola si può catturare sulle nostre coste dalla metà di dicembre fino alla fine di luglio. È di color rossastro e sono particolarmente pregiate le femmine, grazie alla loro preziosa carne e al corallo.

Oltre a queste due specie, c'è abbondanza di astici, necore, granciporri, polipi, totani, patelle e, quando arriva il freddo, ricci di mare (qui chiamati oricios). Siamo dei grandi fan di questi echinodermi dall'aspetto poco attraente, ma dal gusto iodato e intenso. Più scarsi sono cappelunghe, vongole, scampi e gamberetti, ma per esserci, ci sono.

Noi asturiani adoriamo accompagnare una bottiglia di sidro con una razione di chiocciole di mare. E se siamo in vena, aggiungiamo all'ordine sul bancone anche una "andarica" (necora, per i forestieri). Perciò, se vuoi sentirti come un vero asturiano, copia le nostre buone abitudini.

Chiocciole di mare e sidro
Pasto tipico asturiano sulla costa
I frutti di mare sono stagionali. Non è vero che si debbano mangiare solamente nei mesi con "erre", ma è certo che molti crostacei, come il granciporro e la necora, apprezzano le acque fredde di questa stagione. Tuttavia, ci sono frutti di mare che sono migliori quando si avvicina l'estate, come l'astice e l'aragosta. Versatili e dal buon sapore, durante tutto l'anno troviamo lo scampo, che rimane ugualmente saporito tutti i mesi, i percebes, le cozze e le ostriche del Eo.

Sapevi che nelle Asturie molti pesci e molti frutti di mare hanno un nome in asturiano?

Alcuni hanno persino un intero catalogo di nomi, che li dividono anche secondo le dimensioni o le zone. La spigola è detta "roballiza" quando è grande e "furagaña" quando è piccola. Una sardina piccola è una "parrocha". La parola bogavante (astice) qui non esiste. Se vuoi capire un menù, dovrai imparare la parola "bugre", sulla costa occidentale "llubricante" e ad altre latitudini "llocántaru". Non pronunciare la parola necora, usa "andarica", e per indicare le patelle meglio usare "llampares". La rana pescatrice è "pixín", "sapito" se in razione, la gallinella "golondru", il rovello "besugu", la vongola "amasuela", il cuore edule "virigüetu". Il granciporro è noto come "ñocla" e i ricci di mare già sapete che li chiamiamo "oricios". Che buoni sono!

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