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Le 10 cose più interessanti da vedere e da fare a Luarca e dintorni
Luarca e l’intero comune di Valdés offrono contrasti e attrazioni culturali e turistiche che ti lasceranno affascinato. Ecco quindi le 10 cose migliori da vedere e da fare a Luarca e dintorni!
Il territorio del comune di Valdés è vasto e, alla sua immensità, unisce un intreccio di contrasti e attrattive in un mondo di vaqueiros, scolpito tra montagne, valli e alte brañas, che sognano di abbracciare il mare, che ondeggia a pochi chilometri di distanza
E Luarca/Ḷḷuarca, il suo capoluogo, è una tranquilla cittadina di mare, che fin dal Medioevo fu un importante porto peschereccio e che conserva numerose testimonianze di quel glorioso passato: antichi quartieri, i resti di una fortezza, la Mesa de Mareantes y Navegantes, ponti leggendari, o palazzi e case blasonate. Come se non bastasse, ha visto nascere il Premio Nobel per la Medicina, Severo Ochoa, e di lui conserva molti ricordi.
Luarca/Ḷḷuarca è così bianca che non sembra affacciata sull’Atlantico. Inoltre, è l’unica in tutte le Asturie ad essere affiancata da due belvedere e due cappelle: quella bianca, a est, e quella di San Roque a ovest, e quella che vanta il cimitero più bello di tutto il Cantabrico.
Naturalmente, i dintorni della «Villa Blanca» sono una fonte inesauribile di piacevoli scoperte: uno dei giardini botanici più grandi ed esotici di tutta Europa; un parco a metà strada tra la Terra e il Cosmo; un promontorio dove soffiano i venti migliori e si preparano i dolci più buoni di tutta la Spagna; un pellegrinaggio asturiano ai piedi di una scogliera, o le spiagge più belle per godersi paesaggi insoliti, bagni da sogno o onde incredibili.
Cabo Busto, vento e dolcezza
Tra il sole e le nuvole, il vento e la calma, Capo Busto si erge sempre maestoso. Proprio questo promontorio è, insieme a Peñes e Vidio, una delle punte più sporgenti e suggestive di tutta la costa asturiana.
Capo Busto è uno dei punti di osservazione più suggestivi del litorale occidentale. L’area circostante il faro è una grande pianura da cui, con uno sguardo panoramico, potrai ammirare l’altitudine delle brañas vaqueiras e la maestosità del Cantabrico.
Uno dei modi migliori per godersi e scoprire l’habitat di Cabo Busto è percorrere l’itinerario circolare lungo il sentiero presente nella zona, dove si incontrano diversi belvedere dai quali è possibile ammirare la linea costiera, nonché scogliere, spiagge e calette, che compongono una sinfonia rocciosa di grande bellezza.
Se guardi da qui, nelle giornate limpide, si vedono l’eremo della Blanca e il faro della cittadina di Luarca/Ḷḷuarca, la cui presenza si intuisce appena tra il fruscio delle scogliere. E naturalmente, i tramonti sono così sereni da trasformarsi in pura poesia...
Naturalmente, non puoi andartene da qui senza prima fare un giro per il paesino di Bustu, che offre angoli incantevoli in cui si riflette l’architettura tipica dell’Asturia occidentale, con le sue case in pietra e quei tetti in ardesia nera così caratteristici, che si vedono anche negli hórreos.
E tra questi angoli incantevoli, ce n’è uno che lo è letteralmente: si tratta del laboratorio e del grazioso negozio della Confetteria Cabo Busto, considerata dai critici gastronomici una delle migliori d’Spagna, e alla cui guida c’è Jonathan González, tornato al suo luogo d’origine per trarre ispirazione dai profumi del suo Cabo Busto.
L'eremo di La Regalina e il pellegrinaggio con il panorama più suggestivo
Uno dei paesi più belli del comune di Valdés è Cadavéu. È molto noto per la sua architettura in stile indiano e per i numerosi hórreos che lo caratterizzano. Ma ciò che lo rende davvero unico è la sua cappella di La Regalina, nei cui pressi si trovano anche due hórreos.
La Regalina, situata in una posizione spettacolare in riva al mare, è uno dei luoghi “simbolici” della costa occidentale delle Asturie. Migliaia di viaggiatori, pellegrini, escursionisti, scrittori, artisti, registi e altri ancora sono rimasti affascinati da questo luogo, che vanta una storia curiosa, a metà strada tra realtà e leggenda.
A quanto pare, la Vergine di Nuestra Señora de Riégala – conosciuta popolarmente come La Regalina – è la patrona di Cadavéu. Una leggenda popolare narra che l’immagine sia stata trovata da un contadino all’interno del tronco cavo di un castagno, situato nelle vicinanze della fontana di Riégala.
Fu così che nel 1931 venne eretta la cappella di Santa María de Riégala e, quello stesso anno, su iniziativa di Padre Galo, figura chiave della letteratura asturiana, iniziarono a celebrarsi le feste della Regalina, nel Campo de la Garita, di fronte alla cappella. Ogni ultima domenica di agosto migliaia di persone partecipano a una messa all’aperto, accompagnata da una sfilata di pellegrini vestiti con i costumi tradizionali, che si muovono al ritmo dei carri tipici della regione e della musica di cornamuse e tamburi. Mai una festa tipica asturiana è stata celebrata da un balcone così privilegiato affacciato sul Mar Cantabrico.
La Regalina, sia come luogo che come festa, è davvero qualcosa di unico e irripetibile.
Il quartiere di El Cambaral e il faro più bello del mondo
Luarca/Ḷḷuarca forma una sorta di anfiteatro candido, che le conferisce un’aria quasi celestiale, pur essendo uno dei borghi marinari con la più antica tradizione portuale e peschereccia di tutto il Cantabrico.
Su un lato di questo anfiteatro, fin dal Medioevo si è sviluppato il quartiere di El Cambaral, uno dei nuclei fondatori di Luarca/Ḷḷuarca, e che ancora oggi conserva quel fascino dai toni leggendari che ci racconta di un mondo di pirati e di un luogo dove abbondavano i granchi.
Una passeggiata tra i vicoli stretti e irregolari di questo quartiere di Luarca è una vera e propria immersione nella cultura marinara, che raggiunge il suo culmine nella parte più alta, quando si apre davanti ai tuoi occhi la Mesa de Mareantes y Navegantes, il cimitero o l’eremo della Blanca, noto anche come eremo dell’Atalaya o del Buen Jesús Nazareno.
La Mesa de Mareantes y Navegantes è un luogo stato allestito in memoria degli antichi marinai e navigatori che fecero di Luarca/Ḷḷuarca un importante porto e una città fiorente, ed è stata costruita a metà del XX secolo, sfruttando i resti di un’antica fortezza risalente al XVI secolo. La colorata piastrella in ceramica che domina il tavolo e che raffigura i personaggi della corporazione dei marinai è un vero e proprio gioiello, così come la sequenza ceramica che ripercorre la storia di Luarca/Ḷḷuarca.
Dopo la sosta a La Mesa, la tua meta sarà il faro e l’eremo della Blanca, che formano un complesso armonioso e panoramico da cui potrai ammirare il famoso cimitero della cittadina, così bianco e immacolato e rivolto verso la costa da risultare di una bellezza sorprendente.
7 ponti e una leggenda
Proprio nel cuore della città scorre il fiume Negro, sul quale si ergono sette ponti che conferiscono a Luarca/Ḷḷuarca un’atmosfera di puro romanticismo dei secoli passati.
Uno dei ponti più belli, situato nelle vicinanze di La Pescadería, il quartiere dei pescatori sorto sul versante occidentale della città bianca, è legato a una leggenda profondamente commovente.
Nella storia del Ponte del Bacio si intrecciano elementi epici e letterari, come echi della più autentica poesia del mare: la tradizione popolare narra che durante il Medioevo il mare fosse devastato da temibili pirati. Uno dei più celebri dell’epoca era il mitico Cambaral, noto per la sua abilità negli assalti e per il pugno di ferro nelle torture. Un bel giorno il governatore di Luarca/Ḷḷuarca ferì gravemente Cambaral. Fu allora che la figlia del governatore chiese al padre di lasciarle accudire il pirata ferito nel palazzo. E così accadde che Cambaral si innamorò perdutamente della bellissima fanciulla, che a sua volta si invaghì del corsaro. Decisero di fuggire insieme e, durante l’incontro per organizzare la loro fuga, si scambiarono un bacio appassionato. Furono colti di sorpresa dal governatore, che, infuriato, li decapitò con la sua spada. I loro corpi rimasero abbracciati e le loro teste rotolarono fino al mare… Ecco perché si dice che nelle notti in cui la luna splende, a Luarca/Ḷḷuarca si sentano parole d’amore che giungono dal mare…
La villa che ha visto nascere un Premio Nobel per la Medicina
Letteralmente, Luarca/Ḷḷuarca è una città da Premio Nobel: le sue strade e piazze, i suoi viali, le sue torri di guardia, i suoi quartieri, i suoi palazzi, e, in definitiva, molti dei suoi angoli custodiscono ricordi e aneddoti di quel bambino di nome Severo Ochoa che un giorno sarebbe diventato Premio Nobel per la Medicina, raggiungendo il grande traguardo di segnare l’inizio di una nuova era nella genomica umana.
Un itinerario turistico nella Luarca/Ḷḷuarca di Severo Ochoa vi condurrà in diversi luoghi della «città bianca», come la sua casa natale, il Palazzo dei Marchesi di Ferrera, e naturalmente il cimitero, dove l’illustre scienziato di Luarca riposa accanto alla moglie Carmen Cobián, senza dimenticare la casa di famiglia a Villar e la spiaggia di Portizuelo, dove il piccolo Severo iniziò a nutrire curiosità riguardo all’origine della vita.
Nel centro storico del paese potrai anche vedere la casa in cui è venuto al mondo, proprio accanto alla piazza che, in suo onore, porta il suo nome.
E se ti va di farti una foto insieme a lui, puoi ammirare la statua che, in onore del suo figlio più illustre, è stata inaugurata nel cuore del centro storico di Luarque.
Il belvedere di El Chano, la vista più spettacolare su Luarca/Ḷḷuarca
Tra tutte le località costiere delle Asturie, Luarca/Ḷḷuarca è l’unica ad essere affiancata da due eremi: la Blanca a est e quello di San Roque a ovest. Se ti trovi nel centro del paese, puoi salire attraverso il quartiere di La Pescadería fino a quest’ultima e, una volta lì, potrai godere della vista panoramica più completa e insolita su Luarca/Ḷḷuarca.
Dal belvedere di El Chano, situato ai piedi dell’eremo di San Roque, lo sguardo rimarrà “incantato” da tanta bellezza: le spiagge di Luarca/Ḷḷuarca, il porto, il Río Negro con tutti i suoi ponti che attraversano il cuore della città e, di fronte, l’eremo della Blanca, il cimitero e il faro.
Inoltre, puoi approfittarne per fare una passeggiata nel quartiere di El Chano, con le sue case tradizionali e i tipici granai (hórreos), e la vista sul mare. E potresti incontrare alcuni pellegrini diretti a Santiago che, passando per Luarca/Ḷḷuarca, salutano la «Villa Blanca» uscendo da El Chano in direzione di Navia.
I giardini della Fonte Baixa: il più grande giardino botanico privato d’Europa si trova sulle rive del Mar Cantabrico
A El Chano scoprirai anche uno dei grandi tesori nascosti di Luarca/Ḷḷuarca: i sempre più famosi Giardini della Fonte Baixa. La storia di questi giardini è così curiosa che tra qualche anno potrebbe trasformarsi in una leggenda, proprio come quella del Ponte del Bacio. Questi giardini nascono infatti da una grande storia d’amore: quella del marchese di San Nicolás de Noras, José Rivera y Larraya, che un giorno si recò a Luarca/Ḷḷuarca e si innamorò letteralmente e perdutamente del luogo dove oggi convivono alberi, arbusti e piante provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali con storie incredibili come quelle di una fiaba fantastica.
Oltre 20 ettari, che si estendono lungo una spettacolare vallata, che assorbe come nessun’altra i venti del Cantabrico e da cui potrai godere di una splendida vista su Luarca/Ḷḷuarca.
Migliaia e migliaia di azalee, rododendri, camelie, ortensie… adornano quello che oggi è il più grande giardino botanico privato d’Europa, dove crescono specie che non si erano mai sviluppate prima al di fuori del loro habitat naturale.
Come se non bastasse, il giardino custodisce ad ogni angolo opere e oggetti d’antiquariato di grande valore artistico, provenienti da diverse parti del mondo, principalmente dall’Europa e dalla Spagna. Colonne romane, il tavolo dove cenò Leonardo da Vinci, la porta di un convento, un umile sgabello della campagna asturiana, un mascherone di prua, una fontana appartenuta alla Casa d’Alba e molte altre curiosità, ti sorprenderanno durante la meravigliosa passeggiata nei Giardini della Fonte Baixa, dove avrai anche una guida d’eccezione: José Manuel Alba, originario di Valdes, una delle menti botaniche che hanno realizzato questo miracolo della natura.
Le spiagge più belle per deliziare i tuoi sensi
Il comune di Valdés si distingue anche per la bellezza delle sue spiagge. Ampie distese sabbiose o calette appartate formano un litorale che riserva sempre sorprese inaspettate.
Una delle spiagge più famose di Valdés è quella di Cueva, a soli 7 chilometri da Luarca/Ḷḷuarca. È un luogo idilliaco, ideale per la vita hippie all’aria aperta. Immagina un paesino da favola, la foce di un fiume puro e cristallino come l’Esva e una spiaggia immensa dove perdersi tra bagni, passeggiate e dolci tramonti o incredibili albe.
Il fiume Esva, infatti, offre paesaggi selvaggi e una grande ricchezza naturale e paesaggistica. Quindi, se dopo il soggiorno sulla costa ne hai voglia, hai sempre la possibilità di percorrere l’itinerario delle Hoces del Esva. Ammirerai luoghi e villaggi incredibili come San Pedro de Paredes e, con un po’ di fortuna, potrai avvistare qualche lontra tra le tante che popolano il fiume Esva.
Un’altra spiaggia da non perdere è quella di Otur, un’imponente distesa sabbiosa che si snoda tra paesaggi rocciosi e verdissimi, le cui onde sono una vera delizia per i migliori surfisti e per tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo sport.
Il pianeta Barayo, il regno delle dune e delle paludi
Barayo è molto più di una semplice spiaggia. La vista panoramica dall’area verde del parcheggio non le rende giustizia. Ecco perché è indispensabile percorrere questa Riserva Naturale in lungo e in largo, camminando tra paludi e dune imponenti, per raggiungere la linea di costa, che si presenta come un’immensa distesa sabbiosa dove si formano le onde migliori e soffiano venti intensi.
Questo paesaggio protetto della costa occidentale delle Asturie costituisce il confine naturale tra i comuni di Valdés e Navia ed è il luogo scelto dal fiume Barayo per sfociare nel mare. Boschi, boscaglie, scogliere, ponti ed edifici abbandonati… Un ambiente unico, dove gli appassionati di flora e fauna potranno scoprire specie uniche e sentirsi immersi in una tranquilla foresta. Inoltre, la sabbia di Barayo è tra le più fini di tutte le Asturie, il che rende davvero piacevole prendere il sole e fare il bagno.
La verità è che la breve passeggiata in questa Riserva Naturale è un’escursione perfetta per godersi i paesaggi straordinari che offre la costa asturiana nel comune di Valdés.
Il Parco della Vita, uno spazio dedicato alla divulgazione scientifica
Attualmente, il Parque de la Vida è chiuso al pubblico e non è stata comunicata alcuna data di riapertura. Si consiglia di verificare la situazione prima di programmare una visita.
Nelle immediate vicinanze di Luarca/Ḷḷuarca si trova il Parque de la Vida, uno spazio di divulgazione scientifica dedicato a far conoscere al pubblico la vita nelle sue molteplici sfaccettature. La sua offerta combina contenuti relativi all’astronomia, agli oceani, all’evoluzione della Terra, all’origine della vita e alla conservazione della fauna e della flora.
Attraverso i suoi diversi spazi, il Parque de la Vida propone un percorso attraverso la storia del pianeta e alcuni dei grandi temi della scienza, dalle profondità marine al firmamento. La divulgazione scientifica si combina inoltre con contenuti relativi all’importanza di proteggere gli ecosistemi e di avanzare verso modelli più sostenibili.
Lo spazio ha ospitato anche numerose attività e laboratori didattici, alcuni dei quali dedicati ai rettili e ad altre specie, rafforzando così il suo carattere educativo e divulgativo.
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