Indietro 12 luoghi da visitare con la famiglia per un viaggio nel passato delle Asturie

2021-07-08 06:54:00.000

Riteniamo che sia positivo che i bambini conoscano le loro radici e come fosse la vita un tempo, perché così apprezzeranno di più ciò che hanno oggi.

Approfittando del fatto che durante i nostri precedenti viaggi nelle Asturie avevamo talvolta avuto la sensazione di viaggiare nel tempo, abbiamo deciso di organizzare per loro un itinerario che fosse un vero e proprio viaggio nel passato delle Asturie con i bambini.

Alla scoperta dei dinosauri delle Asturie

 

Il Museo del Giurassico delle Asturie - MUJA

150 milioni di anni fa, la costa delle Asturie era la dimora dei dinosauri, gli esseri più grandi che abbiano mai calpestato la Terra. E per sapere tutto su di loro, non c’è niente di meglio che fare una visita al MUJA, un museo a forma di impronta di dinosauro, situato tra Colunga e Llastres.

I dinosauri sono creature che appassionano i nostri figli e, credo, tutti i bambini in generale, motivo per cui la nostra visita al Museo del Giurassico delle Asturie è stata un vero successo.

Museo del Jurásico de Asturias ©Mampiris

Già solo il giardino esterno del museo, con le repliche di questi incredibili animali, ha attirato moltissimo l’attenzione dei nostri figli. Inoltre, la vista sulla costa che si gode da lì è davvero meravigliosa.

Una volta entrati, la visita è stata molto piacevole, poiché ci sono moltissime informazioni sull’Era Mesozoica e inoltre ci sono enormi scheletri di dinosauro che sono davvero sorprendenti.

La Costa dei Dinosauri

 

La zona costiera asturiana compresa tra Gijón e Ribadesella è conosciuta come la “Costa dei Dinosauri”. In tutta questa zona si sono conservate in modo straordinario le impronte lasciate dai dinosauri che vivevano da queste parti, per cui è piuttosto facile osservarle.

Approfittando della visita al MUJA, siamo andati a vedere le impronte di dinosauro della vicina Playa de La Griega, che è uno dei siti più famosi. A questo sito di icnite (così vengono chiamate le impronte fossili dei dinosauri) abbiamo avuto comodo accesso tramite una passerella di legno. Alla fine del percorso, un belvedere ci ha permesso di ammirare delle enormi impronte di dinosauro.

Icnitas (Colunga) ©Gonzalo Azumendi

Se ti interessa, ci sono alcuni altri luoghi con giacimenti di icnite, come le scogliere di Llastres, i dintorni del faro di Tazones o le scogliere di Tereñes.

Un tuffo nella preistoria delle Asturie

 

Le Asturie sono ricche di grotte e ripari rocciosi, nei quali si trovano importanti esempi di pitture e incisioni preistoriche.

Una delle più importanti al mondo è la Grotta di Tito Bustillo, quindi non vedevamo l’ora di visitarla. Così, quando il nostro figlio più piccolo ha compiuto più di 7 anni (requisito necessario per visitarla), abbiamo effettuato la prenotazione con largo anticipo.

La Grotta di Tito Bustillo si trova a Ribadesella/Ribeseya e, data l’importanza e la qualità delle sue pitture rupestri, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Per questo motivo e per preservare la grotta, è possibile visitare il pannello principale con le pitture solo per alcuni mesi all’anno, ma l’esperienza vale davvero la pena.

Cueva de Tito Bustillo (Ribadesella/Ribeseya) ©A un clic de la aventura

La grotta è impressionante, non solo per le pitture, ma anche per le formazioni geologiche che abbiamo potuto ammirare durante il percorso. La visita guidata è stata molto piacevole, poiché è pensata in modo che anche i bambini possano comprendere ciò che stanno vedendo.

Dopo la visita, siamo andati a vedere il Centro di Arte Rupestre.

 

Alla scoperta del passato celtico delle Asturie

 

Anche l’Età del Ferro ha lasciato la sua impronta nelle Asturie. Fu un periodo storico ricco di contese, scontri e grande insicurezza, che costrinse alla creazione di insediamenti fortificati, chiamati castros.

Nelle Asturie se ne conoscono circa 250, di cui ne abbiamo visitati due nel Parco Storico del Navia.

Il Castro di Coaña

Questo castro, noto anche come “el Castelón”, è stato il primo ad essere scavato ed è il più esteso delle Asturie. Si trova a Villacondide, un paese del comune di Coaña, ed è situato su una piccola collina.

Prima di visitare il castro, siamo entrati nell’Aula Didattica per scoprire cosa fossero i castros e farci un’idea di ciò che avremmo visto.

Abbiamo optato per la visita guidata ed è stata la scelta migliore, poiché in questo modo abbiamo potuto comprendere appieno ciò che stavamo osservando.

Castro de Coaña ©A un clic de la aventura

La visita al castro attraversa le aree che sono state riportate alla luce: l’Acropoli e il Quartiere Nord, che erano protetti da un sistema di fossati e mura. Ci ha colpito vedere che nel Quartiere Nord sono state riportate alla luce circa 80 capanne, il che fa supporre che lì vivessero circa 200 persone.

Il fatto di aver visto alcune “capanne con tetto a falda” nel Parco Naturale di Somiedo ci ha permesso di immaginare perfettamente come fosse questo castro ai suoi tempi. E i nostri figli lo hanno immaginato come l’indomabile villaggio gallico di Asterix e Obelix.

Il castro di Pendia

A 15 km a sud del castro di Coaña, abbiamo visitato un altro dei castri asturiani: il castro di Pendia, a Boal. Ci è stato utile aver visitato in precedenza quello di Coaña, perché la visita a questo castro si svolge in autonomia.

Già solo il breve percorso da compiere, dal parcheggio del paese di Pendia fino al castro, è valso la pena per il suo splendido scenario.

Castro de Pendia (Boal) ©Camilo Alonso

Proprio come il precedente, anche il Castro di Pendia sorge su un promontorio per poter essere difeso in caso di attacco. Ma questo castro è piuttosto misterioso, poiché le sue imponenti mura proteggevano un insediamento molto piccolo, il che fa supporre che fosse un luogo davvero speciale.

I paesi delle Asturie ancorati al passato

 

In Asturie abbiamo potuto visitare tantissimi villaggi che sembrano essersi fermati nel passato. Sono luoghi che i nostri figli trovano davvero curiosi, poiché non hanno mai conosciuto quello stile di vita che in realtà non è poi così lontano.

Bulnes

Bulnes si trova nella meravigliosa cornice dei Picos de Europa, nel comune di Cabrales.

Quando abbiamo detto ai nostri figli che avremmo visitato un paese non raggiungibile da nessuna strada, sono rimasti a bocca aperta. Infatti Bulnes, situato a 1.000 metri di altitudine, fino a poco tempo fa era completamente isolato dal resto del mondo, poiché vi si poteva arrivare solo a piedi, attraverso un ripido sentiero di montagna.

Oggi è ancora piuttosto isolato, anche se l’attuale funicolare ha migliorato notevolmente i collegamenti con il resto del mondo. Dato che eravamo con i bambini, abbiamo colto l’occasione per salire sulla funicolare, cosa che li ha entusiasmati perché non ci erano mai saliti prima.

Bulnes (Cabrales) ©Mampiris

Una volta arrivati nel paese, è stato come fare un viaggio nel tempo. Il paese è attraversato da un fiume, molte delle sue strade sono ancora sterrate e tutte le case sono costruite in pietra calcarea, la stessa delle montagne che lo circondano.

Sebbene in estate fosse molto piacevole passeggiare da quelle parti, potevamo immaginare quanto dovesse essere duro trascorrervi l’inverno.

Banduxu

Siamo andati a Proaza per percorrere il famoso Sentiero dell’Orso e, una volta terminato il percorso, abbiamo risalito una stretta e tortuosa strada di montagna per scoprire Banduxu, uno dei paesi più pittoreschi delle Asturie.

L’immagine di Banduxu, man mano che ci avvicinavamo, non poteva essere più idilliaca. Si trova in cima a un promontorio, circondato da un paesaggio spettacolare con le montagne sullo sfondo.

Banduxu (Proaza) ©Manuel S. Calvo

Una volta lì, abbiamo potuto goderci una piacevole passeggiata in uno dei borghi medievali meglio conservati delle Asturie, con la sua torre, il suo palazzo, la chiesa, le case popolari e il suo caratteristico cimitero.

Alla scoperta degli antichi mestieri

 

Per scoprire mestieri che stanno ormai scomparendo, non c’è posto migliore del comune di Taramundi, che è stato dichiarato “Zona di Interesse Artigianale”.

Os Teixóis

Il piccolo borgo di Os Teixóis si trova in una valle stretta, attraversata da un ruscello, con una vegetazione rigogliosa su tutti i lati.

Siamo andati a visitare questo borgo, perché in realtà si tratta di un complesso etnografico. Qui sono stati restaurati sia l’architettura popolare che i macchinari azionati dall’energia idraulica utilizzati nelle botteghe, ed è stata un’ottima occasione per far conoscere ai nostri figli alcuni mestieri del passato.

Os Teixóis (Taramundi) ©A un clic de la aventura

Abbiamo visitato Os Teixóis con una visita guidata. I nostri figli sono rimasti affascinati dal percorso, imparando come gli artigiani fabbricavano coltelli e altri attrezzi, come lavoravano il ferro o come macinavano il grano. Il tutto con l’aiuto di macchine che ancora oggi funzionano grazie alla forza dell’acqua.

La visita è stata molto piacevole, poiché ci hanno spiegato i diversi congegni e abbiamo potuto vederli in funzione. Inoltre, hanno riservato un’attenzione speciale ai bambini, che si sono sentiti davvero coinvolti nella visita. Senza dubbio, è stata un’esperienza magica che ci ha fatto rivivere un’altra epoca e abbiamo imparato molto su questi mestieri che stanno ormai scomparendo.

I mulini di O Mazonovo

Un’altra delle sorprese del comune di Taramundi è stata la grande collezione di mulini di O Mazonovo, che riunisce il maggior numero di mulini in Spagna. Si trova a 400 metri dal paese di Taramundi ed è stata un’ottima occasione per vedere alcuni mulini in funzione e scoprire com’erano.

O Mazonovo (Taramundi) ©A un clic de la aventura

La visita è stata molto interessante perché abbiamo potuto azionare alcuni di essi; ce n’erano persino alcuni predisposti in modo che fossero i bambini afarli funzionare. Abbiamo potuto constatare di persona lo sforzo necessario per macinare il grano e sperimentare per un po’ com’era il mestiere del mugnaio. Una visita davvero consigliata e istruttiva.

Sulle tracce degli «indianos» nelle Asturie

 

Tra la metà del XIX secolo e l’inizio del XX, oltre 300.000 asturiani partirono alla volta dell’America, alla ricerca di nuove opportunità. Solo una piccola percentuale di loro tornò dopo aver fatto fortuna e, una volta qui, costruì case dai colori vivaci.

Colombres

Siamo andati a visitare Colombres, nel comune di Ribadedeva, e, non appena vi abbiamo messo piede, siamo rimasti colpiti dal gran numero di case degli “indianos” presenti in loco. Sono tutte diverse, ognuna di un colore e di uno stile diverso, secondo il gusto dei proprietari.

Fundación Archivo de Indianos - Museo de la Emigración ©A un clic de la aventura

Abbiamo iniziato il percorso visitando la Quinta Guadalupe, una magnifica dimora di colore blu, con una ricca decorazione che si conserva intatta e circondata da un bellissimo giardino con specie esotiche. Questa dimora è anche sede della Fondazione Archivo degli Indianos - Museo dell’Emigrazione, il che ci ha permesso di conoscere meglio la realtà di questi emigranti, la maggior parte dei quali non è mai tornata in patria da milionaria.

Abbiamo proseguito la nostra visita alla scoperta di questi magnifici palazzi, come la Casa Roja, nella parte alta del paese; la Casa de Piedra, situata proprio accanto alla precedente; il Cantu, che colpisce per il suo colore bluastro, o la Quinta Buenavista.

Somao

Somao si trova nel comune di Pravia e, sebbene piccolo, conserva anch’esso un importante patrimonio di case degli «indianos», motivo per cui è stata la tappa successiva della nostra visita per poterle ammirare.

La più emblematica di tutta la località è la Casa Amarilla, il cui nome dice già tutto sul colore della sua facciata, e che ai nostri figli è piaciuta più di tutte. È un edificio davvero bello, con una torre sormontata da una guglia che gli conferisce un tocco di eleganza.

Somao (Pravia) ©Mampiris

La casa successiva che siamo andati a vedere è stata La Casona, non tanto per la casa in sé, quanto per il mausoleo modernista dai tetti blu che si trova nella stessa tenuta. Fu fatto costruire da una delle proprietarie della casa per sepolere le spoglie del marito.

Siamo andati a vedere anche lo Chalet de Solís, vicino alla Casa Amarilla, e Villa Radis, costruita in una parte della tenuta che apparteneva a La Casona.

Mar Vara

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