Dalla cima si gode di una vista panoramica sul bacino di Rusecu/Rioseco e sulle valli circostanti. Il ritorno, attraverso la Foz de Nozalín, completa un percorso circolare di grande valore paesaggistico.

L'itinerario inizia nel villaggio di Campiellos, un bell'esempio di villaggio rurale asturiano a 530 metri di altitudine, dove sopravvivono ancora granai, sentieri acciottolati ed edifici tradizionali. Dal pannello informativo situato nel parcheggio, si imbocca un sentiero che sale attraverso la parte alta del paese, passando accanto a un granaio e alla cisterna dell'acqua, e si addentra in un bosco dominato da castagni, che offrono ombra e refrigerio nei primi metri.

Il sentiero guadagna dolcemente quota fino a raggiungere il Collado del Arcu (628 m), accanto al quale si trova una vecchia capanna ristrutturata. Da qui, il percorso prosegue in un ambiente sempre più aperto, con viste impressionanti sulla valle del torrente Comillera, sul picco Peña Blanca e sulla catena montuosa che culmina a La Xamoca. In corrispondenza di una curva a gomito si apre un vero e proprio balcone naturale che invita a una prima pausa contemplativa.

Dopo un tratto più impegnativo, si raggiunge l'ovile di Llagos, dove si conservano antiche costruzioni pastorali in mezzo ad ampi prati. Qui si trova una fonte di acqua sorgiva dichiarata sorgente minerale naturale, la prima del suo genere in un'area protetta delle Asturie. Nelle vicinanze, un belvedere con tavoli e un texu centenario offre una delle viste più complete del bacino e del villaggio di Rusecu/Rioseco, sotto la sagoma di montagne come Peña Mea e Retriñón.

Dall'estremità superiore dell'ovile, un cartello segnala il sentiero per La Xamoca, che si addentra in un piccolo bosco prima di sbucare su un pendio con bassa macchia e roccia calcarea. Il sentiero corre a metà del pendio, mentre il versante settentrionale della vetta è coperto da un frondoso bosco di faggi. La salita culmina sulla cima de La Xamoca (1289 m), un impressionante punto panoramico naturale che domina un vasto paesaggio: i comuni di Sobrescobio, Laviana, Caso e Piloña, con lo sfondo delle catene montuose di Redes e Sueve e persino, nelle giornate limpide, il profilo del Golfo di Biscaglia.

Dopo aver goduto di questa vista panoramica, si prosegue lungo il crinale verso sud, in direzione del Collado de Unqueru, attraversando zone boscose come la montagna Falafría. Il sentiero costeggia Picu la Carba e raggiunge una piccola conca nel Collado de Faidiellu, dove si possono ancora scorgere vecchie capanne.

Dal Collado de Unqueru si imbocca un sentiero prima poco visibile, che attraversa una zona di ristagno dell'acqua e si dirige verso le capanne di Espines, da dove inizia la discesa più ripida del percorso. Il sentiero attraversa un ripido pendio tra Espines e Práu Ríu, seguendo il fiume Nozalín, che viene attraversato su un ponte di cemento con un corrimano di legno. L'ultimo tratto si snoda tra castagni centenari, lungo sentieri ben segnalati che, dopo essersi lasciati alle spalle il rifugio Güergu, si ricollegano a Campiellos, completando così questo percorso circolare.

  • Attraversa quasi interamente il Parco Naturale e Riserva della Biosfera di Redes, area che è anche ZEC e ZEPA della Rete Natura 2000.
  • PR-AS 123
  • Questo percorso coincide parzialmente con il PR-AS 122.

Consigli di base prima di andare in montagna

  • Evitare di avvicinarsi al bestiame.
  • Se trovate dei mastini che proteggono il bestiame, non avvicinatevi, non accarezzateli e non date loro da mangiare. Non permettete loro di seguirvi o di allontanarsi dalla mandria. Stanno lavorando.
  • Se andate con un cane, tenetelo sempre al guinzaglio.
  • Non lasciate tracce. Raccogliete tutti i vostri rifiuti, compresi quelli organici. La natura non è una discarica.
  • Agite con prudenza. Pianificate bene l'itinerario, portate con voi tutto il necessario e assicuratevi che sia adeguato alle vostre capacità fisiche.

Imagen información Altri consigli per pianificare il percorso

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