Percorso del Cares
Chiusura totale della Ruta del Cares
A causa di lavori di manutenzione, la strada rimarrà completamente chiusa presso il Ponte dei Rebecos (a 3 km da Caín) e presso il Ponte di Bolín (a 8 km da Poncebos).
Sarà possibile percorrere tratti parziali da Caín o Poncebos fino ai rispettivi punti di interruzione, sempre con percorso di andata e ritorno.
Non sarà possibile percorrere l’intero itinerario tra Caín e Poncebos fino al completamento dei lavori.
- Indirizzo Poncebos, Caino Asturie orientali
- Distanza Distanza: 22,1 kms
- Difficoltà Difficoltà: Molto difficile
- Dislivello cumulativo + Dislivello cumulativo: +831 m
- Dislivello cumulativo - Dislivello cumulativo: -831 m
- Altitudine massima Altitudine massima: 532 m
- Altitudine minima Altitudine minima: 210 m
- Indice IBP Indice IBP: 86
- Modalità Modalità: Alpinisti
- Tipo di percorso Tipo di percorso: Andata e ritorno
- Tipo di percorso Tipo di percorso: Montagna
- Ritorno in treno Ritorno in treno: No
- Punto di partenza Punto di partenza: Poncebos
- Punto di arrivo Punto di arrivo: Poncebos
- Epoca Epoca: Tutto l'anno
- Durata stimata Durata stimata: Più di 5 ore
Nata dall’antico canale idraulico costruito nel 1916 per rifornire la centrale di Camarmeña, il sentiero attraversa un’impressionante gola che collega Poncebos a Caín per una lunghezza di 11 km.
La Ruta del Cares, tra Poncebos (Asturie) e Caín (León), è uno degli itinerari escursionistici più emblematici della Spagna. Lungo i suoi 11 chilometri (22 km andata e ritorno), attraversa una gola mozzafiato scavata dal fiume Cares, nel cuore del Parco Nazionale dei Picos de Europa. Un itinerario spettacolare che unisce storia, impegno umano, geologia e paesaggio.
Il sentiero parte accanto al parcheggio della funicolare di Bulnes, a Poncebos. Dopo aver attraversato un piccolo ponte, il percorso sale tra le rupi calcaree nei primi due chilometri. Da lì, la vista si apre: il Cares serpeggia in fondo all’abisso, fiancheggiato da altissime pareti calcaree. Il sentiero, scavato in molti tratti direttamente nella roccia, mantiene una larghezza di appena un metro e mezzo e si snoda senza grandi dislivelli, ma è sempre esposto, il che richiede attenzione e rispetto per l’ambiente circostante.
Un’opera titanica che ha dato origine al sentiero
Quello che oggi è un iconico percorso escursionistico, calpestato da migliaia di persone all’anno, era in origine un’impresa di ingegneria idraulica. Nel 1916 iniziò la costruzione di un canale di quasi 9,5 km tra Caín e Camarmeña, con l’obiettivo di trasportare l’acqua fino alla centrale idroelettrica di Poncebos. L’opera richiese sei anni per essere completata e rappresentò una sfida umana e tecnica formidabile: oltre 5.500 metri di gallerie, decine di operai che dormivano in grotte e baracche, trasporti su chiatte attraverso il canale o a dorso di cavallo, e giornate interminabili con attrezzi manuali e micce.
Uno degli episodi più ricordati fu quello dei 400 operai isolati dalla neve a Caín, che attraversarono di notte e a piedi la montagna in cerca di provviste, superando valanghe e pendii verticali fino a raggiungere Los Collaos, ormai vicini a Poncebos. Il loro sforzo è una testimonianza della dimensione eroica di questa impresa.
Completato nel 1921, il canale trasformò l’economia e lo stile di vita del territorio circostante. Ma ne alterò anche l’ecologia: con la sua apertura fu abbattuto il più grande bosco di noci d’Europa, che scendeva dalla Canal de Trea fino alle acque del Cares. Gli alberi furono abbattuti e trascinati dal fiume stesso fino ai villaggi.
La nascita dell’attuale sentiero
Il canale necessitava di una manutenzione costante, il che portò nel 1945 alla costruzione del sentiero che oggi conosciamo come Ruta del Cares. Larga appena 1,5 metri, scavata sul bordo della scarpata, questa strada di servizio sostituì i passaggi più pericolosi e stretti con un tracciato sicuro, sebbene mozzafiato. Da allora, si è affermata come uno dei grandi sentieri di montagna della penisola.
Oggi il percorso comprende gallerie con finestre aperte sugli abissi, passerelle e ponti come quello di Bolín o quello dei Rebecos, e permette di raggiungere Caín de Valdeón, una piccola località della provincia di León circondata da vette. Il ritorno può avvenire lungo lo stesso percorso oppure, solo all’andata, ricorrendo a servizi specializzati di trasporto in fuoristrada 4x4, che offrono itinerari interpretativi attraverso il massiccio.
- Per quanto riguarda i bambini, non è vietato portarli con sé, ma si raccomanda che abbiano più di 12 anni. Se si accompagnano bambini più piccoli, è opportuno che camminino sempre tenuti per mano, posizionandoli sul lato interno del sentiero.
- Il percorso si snoda attraverso il Parco Nazionale e la Riserva della Biosfera dei Picos de Europa, nonché attraverso la ZEC e la ZEPA dei Picos de Europa (Asturie) della Rete Natura 2000
- PR-AS 229
- Percorso che coincide parzialmente con il GR-202
Consigli di base prima di andare in montagna
- Se andate con un cane, tenetelo sempre al guinzaglio.
- Evitare di avvicinarsi al bestiame.
- Se trovate dei mastini che proteggono il bestiame, non avvicinatevi, non accarezzateli e non date loro da mangiare. Non permettete loro di seguirvi o di allontanarsi dalla mandria. Stanno lavorando.
- Non lasciate tracce. Raccogliete tutti i vostri rifiuti, compresi quelli organici. La natura non è una discarica.
- Agite con prudenza. Pianificate bene l'itinerario, portate con voi tutto il necessario e assicuratevi che sia adeguato alle vostre capacità fisiche.