Peña Careses
- Indirizzo La Quintana Asturie centrali, Asturie orientali
- Distanza Distanza: 10,37 kms
- Difficoltà Difficoltà: Media
- Dislivello cumulativo + Dislivello cumulativo: +390 m
- Dislivello cumulativo - Dislivello cumulativo: -390 m
- Altitudine massima Altitudine massima: 563 m
- Altitudine minima Altitudine minima: 248 m
- Indice IBP Indice IBP: 50
- Modalità Modalità: Senderistas
- Tipo di percorso Tipo di percorso: Circular
- Tipo di percorso Tipo di percorso: Montaña
- Ritorno in treno Ritorno in treno: No
- Punto di partenza Punto di partenza: La Quintana
- Punto di arrivo Punto di arrivo: La Quintana
- Epoca Epoca: Todo el año
- Durata stimata Durata stimata: Entre 3 y 5 horas
La salita alla falesia, coronata da una croce, offre una vista panoramica che spazia dalla Cordigliera al mare. Natura, geologia, tradizioni e patrimonio ferroviario si fondono in questo sorprendente itinerario attraverso il comune di Siero.
Il Cammino di Peña Careses è un itinerario circolare che unisce natura, geologia, memoria storica e tradizione popolare nel comune di Siero. Il percorso inizia a La Quintana e attraversa campi aperti in direzione di La Parte, con la sagoma calcarea di Peña Careses come punto di riferimento costante.
Dopo aver attraversato il villaggio di Moyeos, si raggiunge il tunnel di Aveno, uno dei resti del progetto ferroviario oggetto della nota canzone: "Hay una línea trazada, San Martín del Rey Aurelio que pasando Lieres arriba, atraviesa La Collada..." (C'è una linea tracciata, San Martín del Rey Aurelio che passa Lieres in alto, attraversa La Collada...). Questa canzone si riferisce alla tanto attesa ferrovia San Martín del Rey Aurelio - Lieres - Gijón - El Musel, promossa dalla società Ferrocarriles de San Martín - Lieres - Gijón - El Musel a partire dal 1906, la cui infrastruttura era quasi terminata, ma non entrò mai in funzione. Oggi, su una parte del percorso è stato tracciato il Sentiero Verde di La Viona (PR AS-277), che fa parte dell'itinerario.
Da lì, il percorso prosegue fino a Castañera, dove una deviazione conduce alla Cueva de San Pedrín, una cavità di 80 metri attraversata dal fiume Rufiañu, di grande valore geologico. A pochi metri di distanza si trova la Cappella di San Pedrín, legata a una radicata leggenda: si dice che una piccola immagine di San Pietro, trovata in una fessura della grotta, sia miracolosamente tornata nell'attuale prato dopo ogni tentativo di trasferirla nella chiesa di Narzana. La figura originale andò perduta in un incendio, ma oggi se ne conserva una riproduzione in gesso.
Questa tradizione dà origine alla festa popolare di San Pedrín, dichiarata di interesse turistico, che si tiene ogni terza domenica di agosto con una processione folcloristica e una messa asturiana cantata dal Coro Santiaguín.
Dopo la visita, il sentiero prosegue lungo la AS-331 in direzione di Peón, fino a raggiungere la cava di Castañeda, dove inizia la salita finale alla cima di Peña Careses, lungo un sentiero boscoso che conduce ai prati vicini alla vetta. Dalla cima, coronata da una grande croce di ferro e da una cassetta per le lettere di montagna, si gode di una delle più ampie vedute della zona centrale delle Asturie, che spazia dalla Cordigliera Cantabrica alla costa cantabrica.
La discesa avviene lungo il versante opposto, costeggiando il dirupo e superando la Fuente la Xana e la sua area ricreativa, fino a congiungersi con la PR AS-216, Camín de Careses, che conduce all'ingresso del vecchio tunnel di La Viona, un'altra traccia visibile di quel progetto ferroviario frustrato che, sebbene non sia percorribile per motivi di sicurezza, è ancora un simbolo del patrimonio industriale asturiano.
Da questo punto, il percorso sale brevemente a Ordiales e ridiscende a La Quintana, completando un itinerario ricco di contrasti e di valore paesaggistico, culturale e storico, ideale per chi cerca una passeggiata con una propria identità nel cuore del Siero.
- Parzialmente coincide con il PR-AS 216
Consigli di base prima di andare in montagna
- Evitare di avvicinarsi al bestiame.
- Se trovate dei mastini che proteggono il bestiame, non avvicinatevi, non accarezzateli e non date loro da mangiare. Non permettete loro di seguirvi o di allontanarsi dalla mandria. Stanno lavorando.
- Se andate con un cane, tenetelo sempre al guinzaglio.
- Non lasciate tracce. Raccogliete tutti i vostri rifiuti, compresi quelli organici. La natura non è una discarica.
- Agite con prudenza. Pianificate bene l'itinerario, portate con voi tutto il necessario e assicuratevi che sia adeguato alle vostre capacità fisiche.