Natura, memoria e bellezza rurale si fondono in questo itinerario sereno che inizia e finisce a San Antolín de Ibias.

Il Sentiero dell'Oro attraversa alcuni dei paesaggi più rappresentativi della valle dell'Ibias, combinando natura, archeologia e cultura tradizionale. Il suo nome non è casuale: furono i Romani, nella loro instancabile ricerca dell'oro nei territori nord-occidentali della penisola, a trasformare il rilievo di questa zona, lasciando in eredità antiche radure minerarie che oggi possiamo scoprire percorrendo questo tranquillo itinerario.

Il percorso inizia a San Antolín de Ibias, accanto alla chiesa di Santa María, molto vicino al Centro di Interpretazione della Palloza. Da qui, un sentiero attraversa il fiume Ibias su un ponte e corre parallelo al suo corso nei primi tratti, tra prati, brughiere e vigneti che rivelano l'uso agricolo dei pendii. Nella zona di El Trigal, si possono vedere le antiche terrazze coltivate a vigneto che ci raccontano la coltivazione tradizionale dei terreni scoscesi, oggi utilizzati in parte per la produzione del vino Tierra de Cangas, condiviso con il vicino comune di Allande.

La salita è dolce e progressiva fino a raggiungere un punto più alto, da cui si scende per alcune scale rustiche fino a un ponte di legno. Dall'altra parte, il sentiero prosegue vicino al fiume, accompagnato dal canto dei merli che vivono tra le pozze e i ruscelli. Questo tratto di fiume è seguito dalla frazione di La Pena'l Corvo, un complesso etnografico perfettamente conservato che comprende una casa, un granaio, un mulino, una stalla e una piccola cappella, esempio dello stile di vita tradizionale di Ibias.

A questo punto, il percorso offre una deviazione verso il villaggio di Cecos, riconosciuto come Pueblo Mágico de España (villaggio magico di Spagna). Questo villaggio conserva una notevole architettura in ardesia e un'affascinante chiesa, oltre a offrire all'escursionista un'autentica esperienza di vita rurale. Il ritorno all'incrocio principale segna l'inizio della salita verso Villamayor, lungo un sentiero ombreggiato da castagni che, in autunno, diventano dorati. Man mano che si guadagna quota, si scorgono i resti degli antichi depositi auriferi romani, veri protagonisti silenziosi di questo percorso.

Sorge Villamayor, con le sue case di ardesia e i tetti spioventi, un villaggio arroccato nel paesaggio che domina la valle dell'Ibias. Da qui, il sentiero scende nuovamente tra vigneti e prati, offrendo ampie vedute sulla valle e permettendoci di osservare strutture come le "cortines": recinti in pietra a secco utilizzati per proteggere gli alveari dagli orsi, elementi chiave dell'apicoltura tradizionale della zona.

L'ultima parte del percorso ci porta attraverso i castagneti fino a tornare a San Antolín de Ibias, completando un circuito di bassa difficoltà e grande valore interpretativo. Il Sentiero dell'oro è molto più di una passeggiata: è un viaggio nella storia mineraria romana, nell'eredità contadina e nei paesaggi che ancora sostengono la vita rurale in questo comune al confine con la Galizia.

  • Questo percorso coincide parzialmente con il PR-AS 306, il PR-AS 24 e il GR 203.

Consigli di base prima di andare in montagna

  • Evitare di avvicinarsi al bestiame.
  • Se trovate dei mastini che proteggono il bestiame, non avvicinatevi, non accarezzateli e non date loro da mangiare. Non permettete loro di seguirvi o di allontanarsi dalla mandria. Stanno lavorando.
  • Se andate con un cane, tenetelo sempre al guinzaglio.
  • Non lasciate tracce. Raccogliete tutti i vostri rifiuti, compresi quelli organici. La natura non è una discarica.
  • Agite con prudenza. Pianificate bene l'itinerario, portate con voi tutto il necessario e assicuratevi che sia adeguato alle vostre capacità fisiche.

Imagen información Altri consigli per pianificare il percorso

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