Indietro 10 paesini da favola nelle Asturie - Parte III

10 paesini da favola nelle Asturie - Parte III
Le Asturie sono una terra fantastica, ricca di innumerevoli luoghi incredibili. Ecco 10 paesini da favola che non potrai dimenticare.
Le Asturie sono una terra da favola e, in quanto tale, vantano una miriade di luoghi e paesi incredibili, come usciti da un racconto fantastico. Ce ne sono ai piedi delle montagne, in mezzo a boschi millenari, sulle rive di fiumi storici, sulla costa, con splendidi panorami, e alcuni sono addirittura tappe imperdibili lungo itinerari naturalistici e culturali.
Sono luoghi che ci parlano, autentici villaggi da fiaba protagonisti di innumerevoli storie, che ci lasciano come sospesi nel limbo dell’immaginazione.
Paesaggi pensati per il silenzio e il trambusto, per la gioia e la malinconia, per l’attività fisica e il riposo, per il sonno e la veglia. Scenari onirici e irripetibili, che ci fanno sentire protagonisti di una trama innegabile: essere immensamente felici nel nostro destino.
Quindi, per percorrere questi sentieri di sogni e illusioni, ti suggeriamo di seguire con attenzione la terza parte di «10 villaggi da favola nelle Asturie»!
Peñerúes: una torre e un bacino idrico
Peñerúes, a Morcín, conserva uno dei torri più caratteristici e famosi di tutta l’Asturia medievale. Sebbene oggi sia in rovina, la sua sagoma, segnata dal passare del tempo e dalle vicissitudini, che si staglia contro il cielo in cima a una collina, acquista una forza e sfumature particolari.
Senza dubbio, il mastio di Peñerúes conferisce un valore aggiunto dal punto di vista storico e paesaggistico a questo paese, che ha visto scorrere il tempo dalla serenità che infonde l’irrefrenabile spirale del tempo. Di origine romana, fu ristrutturato nel pieno dell’Alto Medioevo dal re Ordoño I. Ma, in ogni caso, oggi la torre ci ricorda da dove veniamo ed è una testimonianza in pietra della resilienza di un popolo.
Inoltre, Peñerúes si affaccia con imponenza sul bacino idrico degli Alfilorios, uno dei più notevoli del centro delle Asturie, che rifornisce d’acqua la capitale asturiana, Oviedo/Uviéu, e i suoi dintorni. Nei pressi del bacino idrico si trova un belvedere da cui si può ammirare il Monsacro, una montagna strettamente legata alla storia del regno delle Asturie e della cristianità.
Peñerúes trasuda quindi storia e tranquillità da ogni angolo.
Aballe, sulle rive di un fiume leggendario
Aballe si estende su una dolce pianura sulle rive del fiume Sella. Situato nelle immediate vicinanze della città di Cangues D'Onís/Cangas de Onís e appartenente al comune di Parres, questo paese sfoggia con orgoglio il titolo di "Pueblo ejemplar" (Paese esemplare) conferitogli dal comune nel 2013.
Aballe è infatti sinonimo di tranquillità. Con le sue case adornate di fiori e i suoi vicoli costellati di granai e ceste per il grano, Aballe è un’oasi di pace, resa ancora più suggestiva, se possibile, dal mormorio del Sella, che scorre discreto e lento lungo le sue rive.
I fischietti di Caleya risuonano liberamente, felici in mezzo al verde intenso, e le mucche fanno lo stesso. E in mezzo a tutto questo scenario così rurale, si erge la chiesa di Aballe, umile e al tempo stesso imponente, che fa da antecamera a una piccola e incantevole spiaggia fluviale disegnata dal fiume Sella al suo passaggio attraverso il paese.
Veneros, il regno del legno
Se sognassi un regno del legno, quello sarebbe probabilmente il comune di Caso, che insieme a Sobrescobio costituisce il Parco Naturale di Redes.
Caso vanta una storia umana e paesaggistica strettamente legata alla realizzazione di opere in legno, e ne è prova il paese di Veneros, dove si trova proprio il Museo del Legno.
Una tranquilla passeggiata per Veneros ti porta alla scoperta di hórreos e paneras, luoghi dove sedersi in tutta tranquillità a chiacchierare e, di passaggio, ammirare il paesaggio rigoglioso che il fiume più lungo e impetuoso delle Asturie, il Nalón, crea scorrendo nelle vicinanze di questo paese.
Veneros è un paesino in cui l’artigianato è stato per metà della vita. Culla dei «madreñeros» (artigiani del legno), il museo stesso custodisce la memoria di questa attività, che un tempo era quasi incessante.
Niembru, ai piedi di una meravigliosa ría
Il paesino di Niembru, nel comune di Llanes, offre uno dei panorami più ammirati e fotografati di tutti i paesaggi asturiani: quello della sua chiesa e del cimitero, ai piedi della sua ría.
Infatti, la ría e il porto di Niembru formano una delle insenature più belle e sorprendenti di tutto il Cantabrico. Con la bassa marea, si trasforma in una grande distesa sabbiosa, mentre con l’alta marea diventa una vera e propria piscina di acqua salata, ideale per la pratica di ogni tipo di sport acquatico.
Nel frattempo, il paese di Niembru si estende lungo il pendio, in un atteggiamento contemplativo di un paesaggio che non stancherebbe mai la vista.
Il riflesso sulle acque dell’armonioso insieme costituito dalla chiesa e dal cimitero assume sfumature liriche, grazie alla sua serena plasticità.
Lliberdón: il paese e il suonatore di cornamusa
Lliberdón è un piccolo borgo del comune di Colunga, famoso in tutto il mondo per la storia del suonatore di cornamusa che ha diffuso in mezzo mondo il nome del paese di sua moglie.
Il famoso musicista, Ramón García Tuero, originario di Villaviciosa, si legò per sempre a Lliberdón sposando María Carabela. Proprio qui si trova un Centro di Interpretazione dedicato alla sua storia, poiché si tratta di una delle figure più importanti della musica asturiana tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, che portò in tutto il mondo le tradizioni e la cultura della sua terra, esibendosi davanti alle personalità più in vista del suo tempo.
Inoltre, una sosta a Lliberdón ti permetterà di scoprire dimore signorili e case in stile indiano, “chigres” che trasudano antichità, storie di miniere e di montagna, e una piazza della chiesa di grande bellezza. E naturalmente, se ci vai ad agosto, non puoi perderti le feste di San Roque, durante le quali si svolge una sfilata di carri decorati tipici della regione, un evento unico nelle Asturie.
Navelgas: la mecca della battuta d’oro
Nell'immenso comune di Tineo si trova un piccolo villaggio chiamato Navelgas, che oggi è uno dei centri di riferimento a livello mondiale per la ricerca dell'oro con la batea (estrazione dell'oro da un corso d'acqua mediante l'uso di una batea).
L'origine del legame tra Navelgas e l'oro risale alla storia dell'Impero Romano, che estrasse grandi quantità di questo prezioso metallo dalla parte occidentale delle Asturie.
Navelgas conserva intatta la memoria di quell’affascinante avventura e non solo è la porta d’accesso alla Ruta del Oro, ma ospita anche un grazioso museo – in riva al fiume – dedicato a questa curiosa storia, dove si svolgono anche attività di ricerca dell’oro.
Ogni estate, questo paese si trasforma nella capitale della ricerca dell’oro. Ma in qualsiasi periodo dell’anno vale la pena visitare Navelgas, per la sua atmosfera vivace e perché la sua parte più storica è una testimonianza vivente di come fossero i paesi della parte occidentale delle Asturie secoli fa.
Coya, la culla della canoa spagnola
Questo paesino del comune di Piloña è un luogo che ti sembrerà particolarmente tranquillo e idilliaco. Coya sembra infatti essere stata creata apposta per il relax e il riposo. Non è quindi un caso che sia sempre stata, e continui ad essere, una località molto frequentata dai villeggianti durante la stagione estiva.
Grazie alla presenza del fiume Piloña, che scorre in questa zona e qui forma alcune delle sue cascate più emblematiche, come il Rabión, Coya è una località molto frequentata dagli appassionati di canoa, e nemmeno questo è un caso.
Qui Dionisio de la Huerta, fondatore della Discesa Internazionale del Sella o Festa delle Canoe, trascorse tutte le estati della sua infanzia e giovinezza, e fu proprio qui che trovò l’ispirazione per compiere le prime discese del Piloña e del Sella in canoa.
Oggi è possibile ammirare dall’esterno quella che un tempo era la casa di famiglia di Dionisio de la Huerta, La Huertona, in stile indiano, come altre presenti nel paese.
Inoltre, un luogo molto suggestivo è quello della chiesa parrocchiale, con i suoi panorami e i suoi alberi secolari.
San Cristobo, con il silenzio come bandiera
A pochi chilometri da Villanueva de Oscos si trova il borgo di San Cristobo. A guardarlo, sembra uscito da una fotografia d’epoca. È come se il tempo si fosse fermato e tutto a San Cristobo respirasse un’aria d’altri tempi, come una sorta di scenografia cinematografica realizzata con cura e grande attenzione ai dettagli.
Arroccato su una collina, San Cristobo – che fa parte della Ruta del Silencio – è un grande belvedere affacciato su una valle ricoperta da una fitta foresta autoctona. Un bosco in cui, addentrandovi, si incontrano piccoli fiumi, salti d’acqua e cascate, come se fosse la dimora di una famiglia di xanas, trasgos, busgosos e nuberos.
A San Cristobo regnano la quiete e il silenzio: è una sorta di metafora dell’oblio scolpita nella pietra e nell’ardesia nera… Quel silenzio lo rompi solo tu con la tua presenza e il tuo entusiasmo per un luogo così singolare…
Serandías, all’ombra del fiume Navia
Il paese di Serandías, nel comune di Boal, è un grande balcone affacciato sul fiume Navia, di cui assapora costantemente le fragranze. Non sorprende quindi che proprio questo borgo del comune di Boal sia stato pioniere nello sviluppo del turismo attivo fluviale nella parte occidentale delle Asturie, grazie alle discese e alle avventure in canoa lungo questo fiume emblematico.
Serandías è uno di quei luoghi che ti affascinano non solo per la loro tranquillità, ma anche per la loro autenticità. Case tradizionali con i loro tetti di ardesia nera, prati, bestiame o l’imponente torre della chiesa che si staglia nei pomeriggi soleggiati sul corso sinuoso del Navia e sulle sue rive, ti daranno un’idea dell’essenza dell’Occidente delle Asturie.
Ecco com’è Serandías: un mix tra un borgo fluviale e uno di montagna nel cuore delle Tierras del Navia-Porcía.
Mual, la porta di Muniellos
Mual, a Cangas del Narcea, si estende in una valle stretta e rigogliosa, circondata da boschi che ti sembreranno infiniti. La vista panoramica di questo singolare paese è particolarmente suggestiva dal Pico La Chalga o dal belvedere di Montecín, due punti strategici da cui ammirare anche il percorso della famosa gara di montagna “Puerta de Muniellos”, che si svolge in questa zona da oltre cinque anni e che ha portato alla ribalta, dal punto di vista naturale, culturale e sportivo, questo borgo e la sua comunità locale.
Non a caso, Mual è stata nominata “Città Esemplare delle Asturie” nel 2018, proprio per aver incarnato i valori di convivenza e rispetto per la natura che le hanno valso tale riconoscimento.
A Mual non solo la gente è cordiale, ma anche l’ambiente circostante: il sentiero che conduce al bosco di Muniellos e al suo centro di interpretazione, il fiume con le sue pozze ideali per un bagno, o gli imponenti «cortinos» costruiti per proteggere i favi delle api dalla golosità degli orsi…
Insomma, tutto a Mual invita a un’immersione serena in una natura selvaggia.



