Santianes de Pravia
- Sede Pravia Centro delle Asturie
- Indirizzo Indirizzo: El Palacio ■ 33129 - Santianes
- Telefono Telefono: 985 821 204 | 684 643 740 | (imprescindible reserva previa)
- E-mail E-mail: oficinaturismo@pravia.es
- Sito: Visite
- Orari e tariffe: Visualizza
La chiesa di Santianes de Pravia è una testimonianza fondamentale degli albori dell’architettura medievale in Spagna. Un anello mancante tra due mondi: l’arte visigota e la nascita del preromanico asturiano. I reperti archeologici suggeriscono inoltre che la chiesa possa essere stata eretta su un edificio tardo-romano.
Storia di Santianes de Pravia
La chiesa di Santianes de Pravia è uno specchio del Regno delle Asturie nei suoi primi decenni; un regno ancora in fase di formazione, che cercava di consolidare la propria identità e il proprio dominio.
Origini e contesto storico
Quando il re Silo trasferì la corte asturiana a Pravia tra il 774 e il 783, non solo modificò la geografia del potere, ma gettò anche le basi per un nuovo ciclo artistico e politico. Pravia, erede della romana Flavium Avia, offriva una posizione strategica lontana dall’isolamento montuoso di Cangas de Onís. In questo contesto nacque Santianes de Pravia, la chiesa più antica del preromanico asturiano.
Concepita come oratorio palatino e pantheon reale, la chiesa di Santianes fu fondata sotto la dedicazione a San Giovanni Evangelista (da cui “Sancti Joannis / Santianes”). Fu integrata in un complesso palaziale di ubicazione incerta che ospitò brevemente la corte di Pravia prima del suo trasferimento definitivo a Oviedo. Secondo le cronache dell’epoca di Alfonso III, il re Silo sarebbe stato sepolto nel portico del tempio, mentre sua moglie, Adosinda, nipote di Don Pelayo, fu costretta a ritirarsi alla vita monastica, nel rispetto delle tradizioni del suo lignaggio.
Ristrutturazioni e restauri
Santianes de Pravia ha subito così tante ristrutturazioni che ricostruirne l’aspetto originario ha richiesto un minuzioso lavoro archeologico. Sebbene fosse rimasta inalterata fino all’inizio del XVII secolo, Don Fernando de Salas, dopo aver ottenuto il privilegio di essere sepolto al suo interno, intraprese in quel periodo una profonda ricostruzione dell’abside. Nel XIX secolo, nuovi interventi alterarono significativamente la chiesa. Fu eliminato il portico originario con l’area delle sepolture reali dalla facciata occidentale e fu eretto un campanile. L’aspetto del tempio si allontanava sempre più dalla sua struttura originaria.
Figure chiave della storiografia del XVI e XVII secolo avevano documentato lo stato della chiesa prima di questi cambiamenti così sostanziali. Grazie a loro si conoscevano la pianta, la distribuzione e gli elementi preromanici del tempio, informazioni di grande valore che sono state utilizzate nei restauri contemporanei. Nel 1975 e nel 1980, studi archeologici confermarono l’esistenza di un’abside semicircolare ribassata, tipica dei modelli paleocristiani e visigoti. Tali studi, sotto la direzione di José Menéndez Pidal, sfociarono in interventi di restauro (per certi versi un po’ pretenziosi) volti a eliminare le aggiunte tardive e a recuperare l’aspetto altomedievale. La facciata ottocentesca fu riposizionata e fu progettata una tribuna regale che, secondo gli esperti odierni, si ispirava a templi leggermente posteriori a quelli della corte di Prava.
Caratteristiche architettoniche
Santianes de Pravia è stata dichiarata Monumento storico-artistico nel 1931. Attualmente si trova in buono stato di conservazione e i suoi elementi architettonici più significativi possono essere ammirati all’interno della chiesa stessa.
Elementi preromanici originali
L'interno conserva ancora arcate a semicerchio su pilastri quadrati, ereditate dall'architettura visigota, che in seguito divennero una caratteristica distintiva dell'arte asturiana fino all'avvento del periodo ramirense.
Un altro dei suoi elementi più singolari è il fonte battesimale ad immersione, scavato nel pavimento della navata destra. La sua presenza risulta piuttosto eccezionale nel contesto asturiano dell’VIII secolo, il che ha portato a formulare l’ipotesi che la chiesa di Santianes non fosse una costruzione completamente nuova, bensì una ricostruzione di una basilica paleocristiana preesistente.
Decorazione e simbolismo
La chiesa di Santianes de Pravia conserva frammenti dell’acrostico di Silo, un’iscrizione che conferma il patrocinio reale del tempio. La frase«SILO PRINCEPS FECIT»(IL PRINCIPE SILO LO HA FATTO) era incisa su una pietra labirintica e poteva essere letta in più direzioni partendo da una «S» centrale, ripetendosi oltre 45.000 volte. Sebbene la lapide originale sia andata perduta, alcuni frammenti sono ancora visibili nella chiesa.
All’interno del tempio è conservato uno straordinario calvario romanico della fine del XII o dell’inizio del XIII secolo, composto da un Cristo crocifisso e da due figure che piangono la sua morte. Il Cristo presenta il braccio sinistro mutilato e tracce di bruciature, conseguenti al fatto di essere stato gettato nel fuoco durante la Guerra Civile.
Orari e consigli per i visitatori
La chiesa di Santianes de Pravia non è sempre aperta al pubblico, pertanto è indispensabile prenotare in anticipo, per telefono al numero 985 821 204 o via e-mail all’indirizzo: oficinaturismo@pravia.es
Per concludere in bellezza una fantastica giornata culturale come questa, possiamo visitare Somáu, una splendida località a soli 8 chilometri di distanza, che è stata nominata «Pueblo Ejemplar de Asturias 2020» e che ci sorprenderà con un altro meraviglioso stile architettonico: l’architettura indiana.
Informazioni
La chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista è la più antica delle chiese preromaniche delle Asturie e fu fatta costruire dai re Silo e Adosinda, che trasferirono a Pravia la capitale del Regno delle Asturie (774-783).
Situata nel comune di Pravia, della basilica primitiva eretta nell’anno 780 rimangono solo alcuni resti nella navata centrale e nelle pareti laterali. Era composta da tre navate con transetto e tre cappelle a pianta rettangolare; sopra l’arco d’ingresso al transetto era presente un’iscrizione labirintica formata dalle parole «Silo Princeps Fecit», mentre un vestibolo fungeva da Pantheon Reale. Gli archi erano a semicircolo su pilastri quadrati e la copertura era in legno.
L’altare maggiore è una replica dell’originale, che dal 1984 si trova nella cripta della chiesa di Jesús Nazareno, a El Pito (Cudillero). Il campanile, costruito nel 1868, che sorgeva ai piedi della chiesa e non apparteneva alla costruzione originaria, è stato annesso alla sacrestia sud in occasione dell’ultimo restauro effettuato da D. Luis Menéndez-Pidal y Álvarez tra il 1979 e il 1980.
Come resti preromanici conserva parti delle colonne dell’arco trionfale, due piccole finestre con arco a ferro di cavallo, una finestra geminata e vari resti catalogati che si trovano nella sacrestia. Presenta un interessante calvario romanico nel braccio sud del transetto.
Data di Costruzione: 780Orari e tariffe
- Domenica: ore 11 :00
- Gratuito
Come arrivare
Nome: Santianes de Pravia
GPS: 43.501959,-6.099163
Indirizzo: El Palacio ■ 33129 - Santianes